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In questo video animazione: 1. HIV virus entra nella cellula 2. HIV si integra nel DNA cellulare umano 3. HIV integrato nel DNA della cellula umana produce altri virioni, 4. Classi di farmaci antiretrovirali bloccano in varie le fasi il cliclo replicativo dell'HIV
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Il virus dell' HIV, dall'inglese Human Immunodeficiency Virus, virus dell'immunodeficienza umana, è responsabile della AIDS Acquired Immune Deficiency Syndrome, sindrome da immuno deficienza acquisita. Una volta introdotto nell'organismo il virus va ad infettare alcuni tipi di cellule, integrandosi nel loro codice genetico, il DNA, può manifestarsi una forma tipo influenzale o simile alla mononucleosi che si risolve comuque relativamente presto, e' la fase di sieroconversione, dopo di che il virus convive in uno stato di latenza apparente con il soggetto infetto che mantiene un sistema immunitario efficacie, tutto questo può persitere per una media di 12 anni prima che insorga l'AIDS. In questo periodo la persona contagiata si dice sieropositiva, cioè che presenta una risposta anticorporale agli antigeni dell'HIV risultato della presenza del virus. Un sieropositivo non è visibilmente distinguibile da un sieronegativo: l'unico modo per sapere se si è stati contagiati è quello di effettuare il test dell'HIV, il più comune chiamato test ELISA anonimo e gratuito che rileva la produzione da parte dell'organismo degli anticorpi diretti contro il virus e quindi conferma dell'avvenuto contagio. Tali anticorpi non vengono prodotti subito dal corpo umano, il soggetto potrebbe avere il virus, essere contagioso, ma non ancora aver sviluppato gli anticorpi che consentono di essere ritracciati dal test, è il cosidetto periodo finestra. Il vecchio test ELISA aveva un periodo medio finestra di 4-6 settimane, quello attualmente in uso 22 giorni, ma può durare fino a 3 mesi normalmente, comunque dopo 6 mesi si sono sicuramente formati eventuali anticorpi. Le cellule prescelte dal virus sono proprio quelle del sitema immunitario, in particolar modo quelle che offrono la risposta specifica agli agenti patogeni i lifociti T CD4. In caso di sieropositività è importante sapere la quantità delle cellule CD4 conoscerne la percentuale e valutare la viremia cioè la quantità di virus, oltre le 100.000 mila copie la situzione comincia ad essere allarmante, tuttavia anche se la conta del lifociti CD4 e viremia sono pressochè legate fra di loro non sono sempre direttamente proporzionali. Quando il valore della conta di queste cellule scende sotto i 200, si ha la sindrome da AIDS, sotto questo numero le difese immunitarie non sono sufficienti a contrastare le infezioni, l'organismo diventa vulneraile alle malattie ed entro un anno circa sopraggiunge la morte.
Attualmente la terapia HAART Highly Active Antiretroviral Therapy ha cambiato significativamente questa sorte almeno nei paesi sviluppati, nei paesi poveri come l'Africa le risorse economiche non permettono di accedere ai costosissimi farmaci antiretrovirali, il che determina, per i milioni di sieropositivi, la morte. La HAART ha modificato drastricamente la vita del sieropositivo tanto da parlare di cronicizzazione della malattia, come per un malato diabetico, comuque i farmaci antiretrovirali, anche se molto meno tossici rispetto al passato, hanno tutti una loro tossicità che può causare affetti collaterali. Con la terapia il livello della viremia scende drastricamente tanto anche da non essere più rilevabile dai test attualmente in uso, aumenta il numero dei CD4 in modo significativo anche se resta ancora impossibile l'eradicazione totale del virus dall'organismo nei cosi detti reservoir cioè quelle parti del corpo in cui i farmaci non possono agire. I CD4 sono fondamentali per il riconoscimento degli antigeni, sostanze estranee all'organismo presenti nella superficie dei virus o batteri, quando una cellule CD4 entra in contatto con un antigene, questa si attiva producendo i presupposti per una efficacie risposta immunitaria, dopo di che tanti CD4 muoiono, altri entrano in uno stato di quiescenza, anche per decenni, in modo da rimanere da memoria per una futura risposta immunitaria agli stessi antigeni in precedenza riconosciuti. La classe di farmaci utilizzati nella terapia HAART, inibiscono la concentrazione di virus da decine a miliardi di volte il che fa sperare ad un eradicazione del virus, bloccando il ciclo di replicazione si dovrebbe arrivare ad un estinzione del virus, ma questo non e' possibile in quanto il virus per replicarsi si va ad integrare nel DNA dei CD4 per poi tramite essi produrre altri virioni, ma alcuni ceppi di HIV vanno ad infettare la cellula proprio quando questa si avvia allo stadio di latenza, cosicchè non essendo visibile l'espressione dell' antigene del virus la cellula infetta non può essere attaccata ne dal farmaco, ne dallo stesso sistema immunitario, in sostanza il virus va ad integrarsi nella cellula in stadio di latenza finchè questa non si riattiverà e comincerà a produrre nuovi virus, è stato calcolato che in questo modo possono passare 70 anni per eradicare totalmente il virus perchè come si è detto il le cellule CD4 possono rimanere in stato acquiscente per decine di anni mantenendo un deposito del virus, anche se nel resto dell'organismo i farmaci hanno agito efficacemente fino ad eradicarlo. Non è da escludere che vi siano anche altri depositi del virus.
Anche se nessun vaccino fino ad ora sperimentato ha dato risultati sperati, si continua a studiarne in tutto il mondo ogniuno in fase piu o meno avanzata, ultimamente si sta anche valutando la cura per l'HIV più che un vaccino preventivo-terapeutico cercando di eradicare l'infezione nei "reservoir" dando modo alla terapia HAART di agire dove fino ad ora non è riuscita ad arrivare: utilizzando dei chemioterapici e possibile attivare le cellule T latenti dove il virus è integrato, in questo modo le cellule infette cominceranno a produrre nuovi virioni ma saranno bloccate e distrutte tramite la terapia HAART.
L' HIV si trasmette attraverso rapporti sessuali a rischio, contatto con sangue, sperma, precum. liquido vaginale. Anche se vi sono vari gradi di rischio, a seconda di quanto il nostro organismo viene a contatto con uno dei suddetti liquidi, si raccomanda di usare il preservativo dall'inizio alla fine della penetrazione sia anale che vaginale e nel rapporto orale almeno di evitare di venire a contatto con sperma o sangue mestruale.
Il virus non si trasmette con baci, anche con la lingua, abbracci, stringendo la mano, masturbazione reciproca, tossendo o starnutendo, uso delle stesse posate, della stessa biancheria, nei posti pubblici. Dal dentista, dal parrucchiere, tatuatore, all'ospedale, non c'è pericolo di contagio se ci si attiene alle comuni norme igieniche generali. Il virus non si trasmette tramite punture di insetto, morsi di animali come cane o un gatto.
L' HIV il virus che porta all'immunodeficienza umana non fa discriminazioni di orientamento politico, religioso, colore della pelle, orientamento sessuale, età, può contagiare tutti gli esseri umani, il metodo migliore per proteggersi attualmente è quello di fare uso del preservativo.