
Image: 'Injured Piggy Bank WIth Crutches.
Gli stati per avere liquidità e poter finanziare il debito pubblico, mettono sul mercato un certo numero dei loro titoli abbligazionali, cioè in sostanza uno stato promette all' investitore che, se gli presterà dei soldi investendo sui suoi titoli, gli verranno corrisposte alcune cedole di rendimento e a fine del periodo stabilito gli verrà restituita l'intera somma del capitale.
Con la sigla BTP, Buoni del Tesoro Poliennali, sono definiti titoli obbligazionali italiani, hanno un tasso fisso emesso dallo Stato italiano con una durata variabile che può andare dai 3 ai 30 anni, mentre per Bund si intendono le obbligazioni della Germania.
La situazione finanziaria tedesca è considerata la più solida nell' Eurozona, perchè la Germania è lo stato che attualmente, fra i paesi europei, ha l'economia più florida, di conseguenza la percentuale di rendimento dei Bund è la più bassa visto che, un investitore ha anche un basso rischio.
Lo spread è la differenza fra i tassi di rendimento di due stati a maturazione di 10 anni, in questo caso titoli italiani BTP e titoli tedeschi Bund i quali vengono presi come punto di riferimento, poichè la Germania ha la situazione economica più privilegiata dell'Eurozona.
Il rendimento dei titoli obbligazionali, definito in percentuale o punti base, aumenta in base allo stato delle finanze e quindi allo spread e, visto che gli investitori sono meno disposti a rischiare, lo Stato italiano propone altri BTP con un tasso d' interesse più alto per rendere le obbligazioni più appetibili all'acquisto, tutto questo ne consegue che il costo del debito pubblico aumenti.
Esiste un limite, considerato da tutti un punto di non ritorno, vale a dire quando i BTP arrivano ad un tasso di rendimento di 6,50 - 7 punti percentuali, lo Stato italiano non avrà più la capacità di rimborsare i propri debiti, questo punto critico porterà al default, al fallimento.